Attività parlamentare 7 – 11 aprile 2014

roma-capitaleTerza puntata del decreto “Salva Roma”: ascolti in netto calo. Neanche “gli autori del programma” hanno ritenuto importante guardare lo show, arrivato al terzo tentativo dopo i primi due miseramente falliti. Traduzione: giovedì 10 aprile alla Camera, al momento della votazione finale del provvedimento sugli enti locali (terza versione), mancava il numero legale. I deputati della maggioranza – a dimostrazione della ipocrisia che regna sovrana nel PD – avevano già fatto quasi tutti le valigie per tornare a casa. E molti erano già partiti. Sono servite parecchie telefonate in un’ora di tempo per mettere la toppa al disastro. Alla fine, alle dieci di sera, hanno approvato il disegno di legge soltanto grazie a qualche uomo di buona volontà che è rientrato in Aula. Per il MoVimento 5 Stelle tutto ciò è molto grave.

Queste le penultime battute della settimana parlamentare che è iniziata, lunedì 7 aprile, con le discussioni sulle linee generali del ddl sugli enti locali e della proposta di legge sulle norme relative all’elezione dei membri del Parlamento europeo. La settimana si è conclusa venerdì 11 aprile con lo svolgimento di interpellanze urgenti.

Martedì 8 aprile abbiamo cominciato la giornata con lo svolgimento di un’interpellanza e di interrogazioni per poi proseguire con l’esame di un altro capolavoro: la proposta di legge contenente “Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, recante norme per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, in materia di garanzie per la rappresentanza di genere, e relative disposizioni transitorie inerenti alle elezioni da svolgere nell’anno 2014”.

Il provvedimento è stato approvato nella mattina di mercoledì 9 aprile con 338 sì e 104 no su 471 presenti e 442 votanti. Già ho sottolineato la mia amarezza per quanto riguarda il trattamento riservato ai cittadini della mia Sardegna. Abbiamo cercato, invano, di dividere la circoscrizione elettorale delle isole. La Sardegna non sarà rappresentata in Europa. Questa legge, in generale, è soltanto uno spot elettorale per il presidente Renzi e per la sua maggioranza in vista delle elezioni di maggio. Si cambia la normativa a poco più di un mese dalle elezioni. Che tempismo. Il MoVimento 5 Stelle ha votato contro per i motivi che sono stati esposti in modo approfondito in Aula dalla collega Dieni in dichiarazione di voto. La questione della rappresentanza di genere, su cui tanto si batte la maggioranza (e non solo), si ripropone puntuale quando si parla di elezioni. Parlare di quote rosa è come una moda. Noi riteniamo – non ci stancheremo mai di dirlo – che non ci sia bisogno di stabilire per legge le quote rosa. Lo abbiamo detto in più occasioni. Dopo le interrogazioni a risposta immediata, nel pomeriggio di mercoledì 9 aprile il ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Boschi, ha posto a nome del Governo, autorizzata dal Consiglio dei Ministri, la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti e articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 16 del 2014, “recante disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonché misure volte a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche”, nel testo approvato dalle Commissioni.

Giovedì 10 aprile la fiducia è passata con 325 sì e 176 no su 501 presenti e votanti. Il MoVimento 5 Stelle ha espresso un no secco alla fiducia. Il Governo che doveva “cambiare verso” ripropone, invece, gli stessi rituali di sempre: decreti su decreti, fiducie su fiducie. Nel tardo pomeriggio di giovedì, dopo la votazione degli ordini del giorno, si sono svolte le dichiarazioni di voto. Il collega Cariello è entrato nel dettaglio del provvedimento e ha spiegato che il decreto contiene di tutto di più. Non solo norme su Roma Capitale. Si passa dalla tassazione locale al trasporto ferroviario nelle regioni a statuto speciale, dalle misure per il superamento delle conseguenze del terremoto in Abruzzo alle disposizioni in materia di servizi di pulizia nelle scuole. Le brutte sorprese non mancano, come, ad esempio, la possibilità per i Comuni di aumentare la Tasi. Una vera e propria presa in giro nei confronti dei cittadini. Il provvedimento è stato approvato, dopo il teatrino dei deputati “dispersi”, con 279 sì e un no su 281 presenti e 280 votanti. Il MoVimento 5 Stelle, non partecipando al voto, ha fatto soltanto il proprio dovere di opposizione. E invece siamo stati chiamati “buffoni” dai deputati del PD. Buffoni noi?

Attività parlamentare 16-23 Dicembre 2013

stopSotto l’albero di Natale della Camera dei deputati, nelle settimane parlamentari più importanti dell’anno, quelle in cui si chiude la sessione di Bilancio, abbiamo trovato un’altra fiducia. Anzi due. La prima, prevista e prevedibile, alla Legge di Stabilità. La seconda, meno prevista ma sempre prevedibile, al decreto enti locali. Dopo il lavoro ininterrotto delle commissioni, mercoledì 18 dicembre sono arrivati in Aula per la discussione congiunta sulle linee generali il disegno di legge n. 1865, “Legge di Stabilità 2014”, e il ddl n. 1866, “Bilancio di previsione dello Stato per il 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016”.

Nella mattinata di giovedì 19 abbiamo esaminato gli articoli dall’1 al 17 del disegno di legge di Bilancio e in seguito il Governo ha posto la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di Stabilità. A distanza di poche ore, la vera bella notizia di Natale l’abbiamo avuta io e i miei colleghi del MoVimento. Abbiamo vinto noi. Dopo più di quarantotto ore di presidio davanti al Ministero dell’Economia e delle Finanze, abbiamo ricevuto l’iban che ci permette di versare in un fondo per le PMI più di 2,5 milioni di euro, risultanti dalle eccedenze dei nostri stipendi e delle nostre diarie degli ultimi mesi.

L’intensa giornata di venerdì 20 si è aperta con l’intervento del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri sull’evasione di un detenuto presso il carcere di Genova che usufruiva di un permesso premio. Il ricercato, poi, è stato catturato in Francia. In tarda mattinata, dopo le dichiarazioni di voto, abbiamo votato la fiducia e noi abbiamo espresso ancora una volta il nostro no: 350 voti favorevoli e 196 contrari. Nel pomeriggio abbiamo esaminato gli ordini del giorno e, dopo le dichiarazioni di voto, in serata abbiamo espresso il voto finale al disegno di legge di Stabilità, approvato con 258 sì e 102 no, tra cui i nostri voti contrari. Erano le dieci di sera e da pochi minuti avevamo ricevuto il testo rilasciato dal Senato del disegno di legge sugli enti locali, che abbiamo dovuto esaminare nel pomeriggio di sabato in pochissimo tempo.

Sabato 21 dicembre alle 9 il Governo ha informato la Camera sul trattamento riservato ai migranti nel Centro di soccorso e di prima accoglienza di Lampedusa. Tutta la mattina dedicata alle votazioni sul disegno di legge di Bilancio (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016; Prima e seconda nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016). Il disegno di legge è passato con 313 sì e 165 no. Noi abbiamo votato no. Con la “Deliberazione in merito alla costituzione in giudizio della Camera dei deputati in relazione ad un conflitto di attribuzione sollevato innanzi alla Corte costituzionale dalla corte d’appello di Milano, di cui all’ordinanza della Corte costituzionale n. 262 del 2013” abbiamo chiuso la prima parte della giornata. Erano le 14. Subito in commissione per “studiare” il decreto sugli enti locali e alle 16 di nuovo in Aula per il seguito dell’esame del disegno di legge sulle Città metropolitane, sulle Province e sulle unioni e fusioni di Comuni e per la votazione degli emendamenti. Le votazioni sono finite quasi a mezzanotte, con l’approvazione del disegno di legge. Noi deputati del MoVimento 5 Stelle abbiamo deciso di non partecipare al voto finale. La discussione del ddl sugli enti locali (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 ottobre 2013, n. 126, recante misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali ed interventi localizzati nel territorio) si è svolta domenica 22 dicembre. Il ministro Dario Franceschini, a nome del Governo, ha posto la questione di fiducia sull’approvazione anche di questo disegno di legge. Lunedì 23, nel pomeriggio, la fiducia è passata con 340 sì e 155 no su 495 presenti e votanti. Noi non abbiamo dato e “per nulla al mondo daremo la fiducia a questo Governo”, come annunciato in dichiarazione di voto.

Il 27 dicembre l’Assemblea non ha continuato l’esame del disegno di legge sugli enti locali perché il Governo ha rinunciato alla conversione del decreto. Abbiamo vinto noi. Di nuovo.

buone feste