Presentata interrogazione su possibili polveri di amianto nella scuola di Sennori

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al Ministro della salute, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
l’amianto è un minerale naturale molto resistente al calore, largamente utilizzato per decenni in particolare nell’edilizia, nell’industria e nei trasporti per il suo basso costo di lavorazione. È stata ampiamente riconosciuta la pericolosità del minerale per la salute. La legge 27 marzo 1992, n. 257, reca le «Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto»;
il 14 marzo 2013 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulle minacce per la salute sul luogo di lavoro legate all’amianto e le prospettive di eliminazione di tutto l’amianto esistente con cui, tra le altre cose, esorta «gli Stati membri a garantire che tutti i casi di asbestosi, mesotelioma e malattie collegate siano registrati per mezzo di una raccolta sistematica di dati sulle malattie professionali e non professionali legate all’amianto, a classificare e registrare ufficialmente le placche pleuriche come una malattia legata all’amianto e a fornire, con l’assistenza di osservatori ad hoc, una mappatura attendibile della presenza di amianto; sottolinea che il registro e la mappa a livello dell’UE dovrebbero includere l’ubicazione esatta dei siti pubblici e privati contenenti amianto e segnalare chiaramente le discariche di rifiuti di amianto, in modo da evitare la movimentazione inconsapevole di questi materiali sotterrati e contribuire alla prevenzione e alle azioni correttive»;
secondo l’Osservatorio nazionale amianto (Ona) l’amianto è oggi presente in 2.400 scuole con il rischio di esposizione per circa 350.000 allievi e 50.000 persone tra personale docente e non docente;
da quanto risulta dal V Rapporto del Registro nazionale mesoteliomi, che riferisce dei casi di mesotelioma rilevati dalla rete dei COR del ReNaM con una diagnosi compresa nel periodo 1993-2012, sono stati 63 i casi di mesotelioma maligno (MM) con almeno un periodo di esposizione ad amianto (41 maschi e 22 femmine) nell’ambito professionale dell’istruzione;
in data 5 aprile 2017, come si apprende dal quotidiano locale La Nuova Sardegna, è stata stabilita la chiusura della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Sennori, nel sassarese, nella cui struttura è presente l’amianto, in seguito alla perforazione di alcune pareti ai fini dell’installazione di quattro lavagne luminose con il conseguente spargimento di possibili polveri nei locali dell’edificio;
si legge nel medesimo giornale locale sardo che il responsabile del servizio di prevenzione protezione (Rspp) dell’istituto abbia spiegato alle famiglie degli studenti della scuola «che nel plesso non hanno ancora una mappatura precisa dell’amianto. Mentre il sindaco ha fatto presente che esiste un piano amianto (aggiornato pochissimi mesi fa) che riporta una pianta delle zone in cui sono presenti i pannelli con la fibra» dannosa –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza delle informazioni esposte in premessa e, in caso affermativo, se non ritengano opportuno intervenire urgentemente, per quanto di competenza, affinché il personale docente e non docente e gli studenti della scuola citata non corrano ulteriori rischi di esposizione all’amianto;
quali iniziative i Ministri interrogati, per quanto di competenza, intendano adottare affinché si proceda nel più breve tempo possibile, alla totale messa in sicurezza delle scuole in cui è tuttora presente l’amianto, individuando e rendendo disponibili le risorse necessarie per la bonifica dei suddetti edifici, visti gli enormi rischi per la salute derivanti dall’esposizione ambientale alla sostanza dannosa che sono stati ampiamente dimostrati.

Interrogazione a risposta scritta su Abbanoa al Ministro dell’Economia e Finanze

Dando seguito al lavoro fatto in consiglio comunale di Sassari dal consigliere Marco Boscani sull’annoso problema di Abbanoa, ho presentato la seguente interrogazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Al Ministro dell’economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:

Abbanoa spa è la società, interamente partecipata da enti pubblici, attualmente costituita da 342 comuni soci e dal socio regione Sardegna, che gestisce come gestore unico il servizio idrico integrato in Sardegna;
nel sito internet della società, nella pagina «missione e valori», si legge che Abbanoa ha come «priorità la gestione omogenea e unitaria del servizio idrico integrato della Sardegna, così da garantire, nel pieno rispetto dell’ambiente, la fornitura dell’acqua con la stessa qualità, lo stesso livello di servizio e la stessa tariffa in tutto il territorio regionale: dal capoluogo al comune più isolato. Il tutto in un’ottica di sviluppo economico e sociale dell’isola»;
la gestione di Abbanoa del servizio idrico integrato è stata caratterizzata, negli ultimi anni, da una serie di disservizi che hanno creato non pochi malumori tra gli utenti, alcuni dei quali hanno avviato azioni legali nei confronti della società;
il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 30 dicembre 2015 (Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 9 del 13 gennaio 2016) prevede, ai sensi dell’articolo 17, comma 3-bis, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, l’autorizzazione della riscossione coattiva mediante ruolo dei crediti vantati dalla società Abbanoa spa, partecipata dalla regione Sardegna e da comuni, nei confronti degli utenti del servizio idrico integrato;
con sentenza n. 1599/16 il tribunale di Milano ha stabilito che una società privata, ancorché concessionaria esercente del servizio pubblico (idrico integrato nella specie) e benché, partecipata di secondo grado da enti pubblici territoriali, non ha il potere di emettere ingiunzione ex articoli 2 e 3 del regio decreto n. 639 del 1910 per il recupero crediti. Infatti, il potere di emettere l’ingiunzione è dalla legge riconosciuto alla sola pubblica amministrazione in senso stretto, intesa come ente amministrativo pubblico, dotato di soggettività pubblicistica;
alla luce della sentenza citata, appare pertanto verosimile la possibilità del moltiplicarsi di azioni legali da parte degli utenti del servizio idrico integrato interessati dalle procedure di riscossione coattiva dei crediti vantati dalla società;
a quanto riportato, si aggiunge che i destinatari dell’ingiunzione, nel caso siano residenti a Sassari, dovranno chiedere il patrocinio legale a Cagliari, sede dell’ufficio che emette l’ordinanza, con aggravio di spese, costi di trasferimento e relative difficoltà di gestione. La competenza territoriale per presentare l’opposizione è data infatti dall’ufficio di emissione dell’ordinanza-ingiunzione nel termine di trenta giorni dal ricevimento –:
se il Ministro interrogato non intenda fornire chiarimenti in riferimento alla situazione esposta in premessa e quali iniziative intenda adottare, per quanto di competenza, al fine di promuovere il superamento della criticità suddetta.
(4-15922)