Risposta mia interrogazione su progetto di prospezione geofisica al largo della costa nord-occidentale della Sardegna

Il Ministro dell’Ambiente Galletti ha risposto alla mia interrogazioni sul possibile progetto di prospezione geofisica al largo della costa nord-occidentale della Sardegna che stava suscitando tantissima preoccupazione nell’isola Sarda.
Ecco il testo della mia interrogazione e a seguire la risposta del ministro.

Interrogazione a risposta scritta 4-16877 presentato da
BIANCHI Nicola testo di Giovedì 8 giugno 2017, seduta n. 811
  NICOLA BIANCHI. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
in data 2 febbraio 2015 TGS-NOPEC Geophysical Company ASA (TGS.OL), società norvegese specializzata in acquisizioni di dati geofisici multi-client, ha presentato istanza ai sensi dell’articolo 23 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni e integrazioni per l’avvio della procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) del progetto di prospezione geofisica al largo della costa nord-occidentale della Sardegna – zona marina E, denominato «d 2 E. P-. TG». Tale progetto prevede l’acquisizione di circa 7.818 chilometri di linee sismiche 2D e la successiva acquisizione di dati attraverso indagini geofisiche 3D su un’area di circa 6000 chilometri quadrati nel mar di Sardegna – zona E;
l’ampia area di mare interessata è poco distante dal santuario Pelagos per la protezione dei mammiferi marini nel Mediterraneo, iscritto nel 2001 nell’elenco dell’Aspim (aree specialmente protette di importanza mediterranea) del Protocollo relativo alle aree specialmente protette e alla diversità biologica della convenzione di Barcellona;
secondo importanti studi gli effetti della tecnica dell’airgun, che la società avrebbe intenzione di utilizzare per la realizzazione del progetto presentato, sarebbero devastanti per le specie di cetacei e tartarughe presenti nell’area marina sia sul piano uditivo sia per l’orientamento. Gli spari, infatti, hanno una cadenza ravvicinata e una intensità sonora compresa tra 240 e 260 decibel, superata in natura soltanto da terremoti ed esplosioni di vulcani sottomarini. Ci sarebbero inoltre anche danni ingenti per il settore della pesca che è di grande rilevanza per l’economia della Sardegna;
il gruppo istruttore della commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via e Vas, incaricato dell’istruttoria tecnica, con nota prot. CTVA-2015-0002687 del 4 agosto 2015, acquisita con prot. DVA-2015-0020599 del 5 agosto 2015, ha comunicato la necessità di acquisire chiarimenti e approfondimenti relativi alla documentazione prodotta fino ad allora dalla società norvegese;
con nota del 29 ottobre 2015 (prot. DVA-2015-0027108) è stata concessa una proroga di 60 giorni per la consegna delle integrazioni e, successivamente, con nota del 14 marzo 2016 (prot. DVA-2016-0006961) è stata concessa una proroga di 8 mesi per la consegna delle integrazioni a partire dal 24 novembre 2015;
in data 22 luglio 2016 la società norvegese ha presentato la richiesta documentazione integrativa;
la regione autonoma della Sardegna, in seguito alle integrazioni fornite dalla società, ha ribadito nei confronti del progetto presentato il parere negativo già espresso, ritenendo l’intervento proposto fortemente critico, con effetti difficilmente prevedibili. Forti critiche nei confronti del progetto sono state espresse anche da molti comuni della Sardegna, da associazioni e da comitati attivi nel territorio per la difesa dell’ambiente e da numerosi cittadini;
con decreto n. 240 del 12 novembre 2015 il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, ha espresso giudizio negativo di compatibilità ambientale relativo a un progetto analogo, presentato dalla società Schlumberger italiana spa nel 2014;
all’inizio del 2017 la direzione generale valutazioni ambientali del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare avrebbe inviato alla società norvegese il preavviso di rigetto dell’istanza di pronuncia di compatibilità ambientale –:
se il Ministro interrogato non intenda fornire informazioni sulle tempistiche previste per la conclusione del procedimento di cui in premessa;
quali siano gli orientamenti in riferimento al giudizio di compatibilità sul progetto della società norvegese di cui in premessa, considerando che i pareri già espressi sono fortemente negativi.
(4-16877)

Risposta scritta pubblicata Venerdì 6 ottobre 2017
nell’allegato B della seduta n. 865 4-16877 presentata da BIANCHI Nicola
Risposta. — Con riferimento all’interrogazione in esame, sulla base degli elementi acquisiti, si rappresenta quanto segue.
In data 24 novembre 2014 la società TGS-NOPEC Geophysical Company ha presentato istanza di avvio del procedimento di valutazione di impatto ambientale per il progetto «Permesso di prospezione geofisica denominato “d 2 EP-TG” localizzato al largo della costa nord-occidentale della Sardegna».
L’avviso al pubblico dell’avvio del procedimento di valutazione di impatto ambientale e del deposito della documentazione progettuale è stato pubblicato in data 2 febbraio 2015 sui quotidiani «La Repubblica» e «La Nuova Sardegna».
In data 9 febbraio 2015 la competente direzione generale del Ministero dell’ambiente ha dato avvio all’istruttoria tecnica presso la commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale valutazione di impatto ambientale e valutazione ambientale strategica.
La Commissione Tecnica e valutazione di impatto ambientale e valutazione ambientale strategica del ministero, dopo aver approfonditamente esaminato la documentazione progettuale predisposta dal proponente e considerato le osservazioni del pubblico ed i pareri degli enti pervenuti nel corso del procedimento, ha provveduto a richiedere integrazioni alla documentazione progettuale.
L’avviso al pubblico del deposito della documentazione integrativa è stato pubblicato in data 22 luglio 2016 sui quotidiani «La Repubblica» e «La Nuova Sardegna».
Tutti i pareri e le osservazioni presentati nel corso dell’iter istruttorio, unitamente alle relative controdeduzioni presentate dall’interrogante, sono stati tenuti in debita considerazione dalla commissione tecnica — di valutazione di impatto ambientale e valutazione ambientale strategica nel corso dell’iter istruttorio, ai fini dell’espressione del parere di compatibilità ambientale.
La documentazione presentata nel corso del procedimento, compresi i pareri degli enti pubblici e le osservazioni pervenute, è pubblicata sul portale delle valutazioni ambientali all’indirizzo: http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/1523.
Attualmente, l’iter istruttorio presso la commissione tecnica di Valutazione di impatto ambientale e valutazione ambientale strategica risulta concluso ed è in fase di predisposizione il provvedimento finale di compatibilità ambientale negativo, come peraltro riportato nel comunicato stampa del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, visibile all’indirizzo: http://www.minambiente.it/comunicati/sardegna-ministero-ambiente-no-prospezioni-vicino-santuario-dei-cetacei.
Ad ogni modo, si rassicura che il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare manterrà alto il livello di attenzione sulla questione.
Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare: Gian Luca Galletti.

link sul sito della camera.it http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/16877&ramo=CAMERA&leg=17

Interrogazione su progetti solare termodinamico in Sardegna

Lo scorso mercoledì ho presentato la seguente interrogazione per chiarire dubbi.
— Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

in Sardegna sono stati presentati sei progetti per la realizzazione di impianti solari termodinamici che prevedono un’occupazione dei suoli agricoli, prevalentementesolare_termodinamico in zone E2 ed E3, per una superficie complessiva che supera abbondantemente i mille ettari, che comprende aree geografiche, nelle province di Cagliari e di Sassari, molto differenti tra loro per caratteristiche ambientali, produzioni economiche, storie, culture e vocazioni;
quattro delle sei proposte, Flumini Mannu (50 MWe), Gonnosfanadiga (50 MWe), Campu Giavesu – Cossoine (30 MWe) e Giave e Bonorva (50 MWe), dovrebbero rientrare tutte insieme, secondo fonti di stampa (Il Sole 240RE del 2 ottobre 2013), in un unico grande progetto, l’Archimede Solar Energy, partenariato internazionale tra il Gruppo Angelantoni e i giapponesi della Chiyoda Corporation, che dovrebbe comprendere investimenti per oltre un miliardo di euro nel solare termodinamico e dovrebbe creare in Sardegna cinquemila posti di lavoro;
il mega progetto, accorpando i singoli impianti, darebbe vita a quattro centrali, la cui potenza complessiva è pari a 389 Megawatt termici. La competenza della valutazione del progetto globale, quindi, secondo i responsabili dell’Ase, sarebbe nazionale;
la valutazione dei singoli progetti, invece, rientra nelle esclusive competenze regionali secondo quanto stabilito da disposizioni normative, in particolare dal decreto legislativo 152/06 come corretto e integrato dal decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, all’articolo 7, commi 3 e 4. L’allegato II al comma 2 stabilisce che sono progetti di competenza nazionale le «installazioni relative a centrali termiche ed altri impianti di combustione con potenza termica di almeno 300 MW», rimandando a competenza regionale per la VIA o per la procedura di assoggettabilità alla VIA i progetti relativi ad impianti con potenza inferiore;
gli impianti di Campu Giavesu – Cossoine, Flumini Mannu (Villasor) e Bonorva-Giave sono già stati esaminati dal Servizio ambiente e valutazioni impianti (SAVI) in Sardegna e sono stati inviati a valutazione di impatto ambientale (VIA). La Energo Green Renewables S.r.l., titolare del progetto per l’impianto di Cossoine (30 MWe – 160 ettari nella provincia di Sassari), il cui avviso di deposito è stato pubblicato sul quotidiano La Nuova Sardegna in data 10 agosto 2012, ha presentato un ricorso straordinario al Capo dello Stato in data 18 marzo 2013, chiedendo l’annullamento della deliberazione regionale (n. 48/37 dell’11 dicembre 2012) che rinviava la richiesta alla VIA, ma il ricorso risulta ancora pendente;
solare_termodinamico2la deliberazione regionale citata metteva chiaramente in evidenza le criticità evidenziate dal SAVI. Si rilevano, nello specifico, «incongruenze ed indeterminatezza di diversi importanti aspetti di natura progettuale (per es., superficie captante del parco solare, opere di connessione, tecnologia della centrale ausiliaria, modalità di approvvigionamento della biomassa, etc.); alterazione della morfologia naturale dei luoghi e irreversibili interferenze con gli elementi caratteristici dell’area agricola interessata; notevole impatto di natura paesaggistica, considerati anche i potenziali fenomeni di interferenza visiva e conseguenti effetti cumulativi con altri impianti similari realizzati o proposti nelle aree circostanti non presi, peraltro, in considerazione nella documentazione presentata; necessità di imponenti opere di sistemazione altimetrica con potenziale movimentazione di consistenti quantitativi di terre e rocce da scavo; rilevanti impatti sulle componenti acque superficiali e sotterranee dovuti ai notevoli consumi di risorsa idrica, alla conseguente necessità di creare adeguate opere di accumulo e/o di derivazione di acque sotterranee, con alterazione del regime idraulico sia superficiale che sotterraneo e potenziale contaminazione della risorsa idrica; impatti sulla componente atmosfera, anche durante la fase di cantiere, con possibili ripercussioni sulla salute pubblica, data anche la vicinanza a diversi ricettori sensibili (aziende, case sparse e centro abitato di Cossoine, distante poche centinaia di metri dal sito di intervento); consistente consumo di suolo agrario, sottrazione di habitat e della copertura vegetazionale, con notevoli impatti sulle popolazioni faunistiche e avifaunistiche potenzialmente presenti nell’area interessata dalle opere»;
la stessa deliberazione, inoltre, riferiva anche «forti preoccupazioni espresse a livello sociale» (gli abitanti di Cossoine si sono espressi in un referendum contro la centrale con il 90 per cento dei voti);
secondo più recenti fonti di stampa (Il Sole 24Ore del 27 novembre 2013, «Sardegna, il futuro in 24 scatoloni») il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare avrebbe stabilito che la competenza della procedura di Valutazione di impatto ambientale dei progetti è ministeriale. L’istruttoria, secondo l’articolo, dovrebbe essere completata entro 150 giorni (quindi alla fine di aprile 2014) e in caso di esito positivo si darebbe subito seguito all’investimento da 1,09 miliardi di euro per il progetto globale;
sono già scesi in campo sull’isola vari Comitati per il No al termodinamico in aree agricole, costituiti in tutti i centri interessati dai progetti, che si oppongono al consumo indiscriminato dei suoli agricoli, e contestano la legittimità di un’iniziativa globale, valutata a livello nazionale e che non tenga conto delle peculiarità dei singoli territori interessati, anche in base alle valutazioni regionali già espresse su progetti per centrali che singolarmente non raggiungono la potenza di 300 MW termici –:
se quanto risulta dagli articoli del quotidiano citato corrisponda al vero e quindi se effettivamente il progetto unitario sia stato depositato presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per l’apertura della procedura di valutazione;
se così fosse, se non ritenga di fornire agli interroganti spiegazioni sulle motivazioni dell’accorpamento dei quattro singoli progetti originari, tra i sei presentati in regione, in un unico grande impianto, che supera i 300 MW termici e che in questo modo comprenderebbe centrali assai distanti tra loro, in qualche caso anche più di 150 km, realizzate in aree con caratteristiche ambientali, paesaggistiche, economiche e culturali totalmente diverse, ciò in contrasto, ad avviso dell’interrogante con le norme di legge che distinguono le competenze regionali da quelle statali;
se non ritenga di fornire chiarimenti su come si possa conciliare una nuova valutazione nazionale con gli atti già prodotti a livello regionale, che individuano con chiarezza i limiti di diversa natura dei progetti presentati.