Attività parlamentare 14 – 18 aprile 2014

 

#ABOLIREQUITALIA

 

sogni

In Aula, nella settimana dal 14 al 18 aprile, è arrivato il libro dei sogni, il DEF. Tante promesse,come sempre. Tanti paroloni difficili usati appositamente per nascondere la cruda realtà. Tanta distanza dai cittadini e dai problemi quotidiani. Il MoVimento 5 Stelle, invece, usa parole concrete. Sempre. Ed è davvero vicino ai cittadini. Una delle priorità, oggi, è l’abolizione di Equitalia. Subito. La proposta di legge c’è. Bisogna solo portarla in Assemblea e votarla.

Lunedì 14 aprile abbiamo aperto i lavori parlamentari della settimana con la discussione del testo unificato delle proposte di legge sulla istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e sulla disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. In seguito abbiamo affrontato la discussione della mozione contenente iniziative per la tutela delle vittime di reato e successivamente abbiamo continuato con la discussione della mozione per la sospensione del conio delle monete da 1 e 2 centesimi.

Martedì 15 aprile abbiamo iniziato la giornata con lo svolgimento di un’interpellanza e di interrogazioni e poi abbiamo votato e approvato il disegno di legge di ratifica del Protocollo concernente le preoccupazioni del popolo irlandese relative al Trattato di Lisbona. Nel pomeriggio di martedì l’Assemblea ha votato le varie mozioni contenenti iniziative a sostegno del settore del turismo, che sono state tutte approvate. A fine seduta sono intervenuto per dare la mia testimonianza di vicinanza alla famiglia di Gennaro Mura, un giovane della Sardegna morto in un incidente stradale lunedì sera.

Mercoledì 16 aprile c’è stato lo svolgimento dell’informativa urgente del Governo “sulle dichiarazioni del ministro dell’Interno relative a un ingente incremento del flusso di migranti e sulle misure che si intenda adottare per farvi fronte”. Nel pomeriggio di mercoledì c’è stato il Question Time e, in seguito, ci sono state le votazioni delle mozioni e della risoluzione, tutte approvate, concernenti iniziative per “l’esclusione dai vincoli previsti dal Patto di stabilità interno delle spese volte a finanziare interventi di contrasto al dissesto idrogeologico”. Subito dopo ci sono state le votazioni sul testo unificato delle proposte di legge per l’istituzione del sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente. La votazione finale del provvedimento si è svolta giovedì 17 aprile. Il testo unificato delle proposte di legge è stato approvato all’unanimità con 403 sì.

Nella giornata di giovedì, poi, l’Assemblea ha dato il via libera al DEF. Giovedì non ho partecipato ai lavori d’Aula perché ho attraversato la Sardegna con i miei colleghi Corda e Di Battista. Abbiamo incontrato tantissime persone che sono venute ad ascoltarci nelle piazze. È stato un bellissimo giorno di condivisione. Noi con i cittadini e per i cittadini. La voglia di cambiamento ha vinto. È questo lo spirito del MoVimento. Una agorà è meglio di qualsiasi talk show televisivo.

Il mio intervento al min 21.58

Venerdì 18 aprile si è svolta la discussione del disegno di legge di conversione del “decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”. Nei prossimi giorni entreremo nel vivo dell’esame del provvedimento sul lavoro.

Attività parlamentare 7 – 11 aprile 2014

roma-capitaleTerza puntata del decreto “Salva Roma”: ascolti in netto calo. Neanche “gli autori del programma” hanno ritenuto importante guardare lo show, arrivato al terzo tentativo dopo i primi due miseramente falliti. Traduzione: giovedì 10 aprile alla Camera, al momento della votazione finale del provvedimento sugli enti locali (terza versione), mancava il numero legale. I deputati della maggioranza – a dimostrazione della ipocrisia che regna sovrana nel PD – avevano già fatto quasi tutti le valigie per tornare a casa. E molti erano già partiti. Sono servite parecchie telefonate in un’ora di tempo per mettere la toppa al disastro. Alla fine, alle dieci di sera, hanno approvato il disegno di legge soltanto grazie a qualche uomo di buona volontà che è rientrato in Aula. Per il MoVimento 5 Stelle tutto ciò è molto grave.

Queste le penultime battute della settimana parlamentare che è iniziata, lunedì 7 aprile, con le discussioni sulle linee generali del ddl sugli enti locali e della proposta di legge sulle norme relative all’elezione dei membri del Parlamento europeo. La settimana si è conclusa venerdì 11 aprile con lo svolgimento di interpellanze urgenti.

Martedì 8 aprile abbiamo cominciato la giornata con lo svolgimento di un’interpellanza e di interrogazioni per poi proseguire con l’esame di un altro capolavoro: la proposta di legge contenente “Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, recante norme per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, in materia di garanzie per la rappresentanza di genere, e relative disposizioni transitorie inerenti alle elezioni da svolgere nell’anno 2014”.

Il provvedimento è stato approvato nella mattina di mercoledì 9 aprile con 338 sì e 104 no su 471 presenti e 442 votanti. Già ho sottolineato la mia amarezza per quanto riguarda il trattamento riservato ai cittadini della mia Sardegna. Abbiamo cercato, invano, di dividere la circoscrizione elettorale delle isole. La Sardegna non sarà rappresentata in Europa. Questa legge, in generale, è soltanto uno spot elettorale per il presidente Renzi e per la sua maggioranza in vista delle elezioni di maggio. Si cambia la normativa a poco più di un mese dalle elezioni. Che tempismo. Il MoVimento 5 Stelle ha votato contro per i motivi che sono stati esposti in modo approfondito in Aula dalla collega Dieni in dichiarazione di voto. La questione della rappresentanza di genere, su cui tanto si batte la maggioranza (e non solo), si ripropone puntuale quando si parla di elezioni. Parlare di quote rosa è come una moda. Noi riteniamo – non ci stancheremo mai di dirlo – che non ci sia bisogno di stabilire per legge le quote rosa. Lo abbiamo detto in più occasioni. Dopo le interrogazioni a risposta immediata, nel pomeriggio di mercoledì 9 aprile il ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Boschi, ha posto a nome del Governo, autorizzata dal Consiglio dei Ministri, la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti e articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 16 del 2014, “recante disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonché misure volte a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche”, nel testo approvato dalle Commissioni.

Giovedì 10 aprile la fiducia è passata con 325 sì e 176 no su 501 presenti e votanti. Il MoVimento 5 Stelle ha espresso un no secco alla fiducia. Il Governo che doveva “cambiare verso” ripropone, invece, gli stessi rituali di sempre: decreti su decreti, fiducie su fiducie. Nel tardo pomeriggio di giovedì, dopo la votazione degli ordini del giorno, si sono svolte le dichiarazioni di voto. Il collega Cariello è entrato nel dettaglio del provvedimento e ha spiegato che il decreto contiene di tutto di più. Non solo norme su Roma Capitale. Si passa dalla tassazione locale al trasporto ferroviario nelle regioni a statuto speciale, dalle misure per il superamento delle conseguenze del terremoto in Abruzzo alle disposizioni in materia di servizi di pulizia nelle scuole. Le brutte sorprese non mancano, come, ad esempio, la possibilità per i Comuni di aumentare la Tasi. Una vera e propria presa in giro nei confronti dei cittadini. Il provvedimento è stato approvato, dopo il teatrino dei deputati “dispersi”, con 279 sì e un no su 281 presenti e 280 votanti. Il MoVimento 5 Stelle, non partecipando al voto, ha fatto soltanto il proprio dovere di opposizione. E invece siamo stati chiamati “buffoni” dai deputati del PD. Buffoni noi?