Attività parlamentare 5 – 8 maggio 2014

La proposta di legge elettorale M5S costruita interamente dai cittadini è una realtà. Otto votazioni, più di 220mila voti online. Una legge scritta tutti insieme, un evento unico nella storia. Ultimi? Proprio no. Siamo arrivati per primi.
Nella settimana dal 5 all’8 maggio la Camera ha dato il via libera definitivo al disegno di legge di conversione del decreto legge sull’attività di vigilanza della Banca d’Italia. Con questa legge, cui il MoVimento 5 Stelle si è opposto, la Banca d’Italia potrà avvalersi della consulenza di soggetti terzi “di elevata professionalità, selezionati con procedure di evidenza pubblica o dalla Banca Centrale Europea”, per l’esercizio dell’attività di vigilanza. Pensiamo che questo sia l’ennesimo provvedimento che toglie sovranità al nostro Paese.
Lunedì 5 maggio, nel pomeriggio, c’è stata una brevissima discussione sulle linee generali del dl vigilanza Bankitalia.
L’Aula ha ricominciato i lavori martedì 6 e ha dedicato gran parte della giornata alla discussione e alla votazione di varie mozioni. L’Assemblea ha iniziato i lavori con le mozioni contenenti “iniziative per il contrasto alla violenza nei confronti dei minori, con particolare riferimento all’adescamento e all’abuso sessuale commessi tramite Internet”, approvando, oltre alla mozione Iori nella nuova formulazione, anche la mozione della collega Silvia Giordano nel testo riformulato. Sono state invece respinte le mozioni Rondini e Giorgia Meloni.
In seguito l’Aula ha votato le mozioni sulla tutela delle vittime di reato e ha dato l’ok, tra gli altri, al testo di Cristian Iannuzzi. Subito dopo c’è stata l’approvazione della mozione Boccadutri (nuova formulazione) concernente iniziative per la sospensione del conio delle monete da 1 e 2 centesimi. Le ultime mozioni votate sono state quelle relative alle nomine di competenza del Governo nelle società a partecipazione pubblica. La Camera ha detto no alla mozione Vallascas e alla mozione Lacquaniti e ha invece approvato la mozione Allasia, nel testo riformulato, e la mozione Misiani (nuova formulazione). Alla fine della seduta è stata respinta la questione pregiudiziale presentata al disegno di legge, già approvato dal Senato, di “conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52, recante disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari”.
Mercoledì 7 maggio l’Assemblea ha approvato in via definitiva il disegno di legge, già approvato dal Senato, di “conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 marzo 2014, n. 25, recante misure urgenti per l’avvalimento dei soggetti terzi per l’esercizio dell’attività di vigilanza della Banca d’Italia”. Dopo le dichiarazioni di voto, tra cui quella per il gruppo M5S del collega Villarosa, il provvedimento è passato con 284 sì e 129 no su 416 presenti e 413 votanti.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio, ha svolto poi una informativa urgente “sui recenti eventi alluvionali che hanno colpito le Marche”. In seguito il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha svolto una informativa urgente “sui gravi episodi verificatisi in occasione della finale di Coppa Italia presso lo Stadio Olimpico di Roma”. Nel pomeriggio ci sono state le interrogazioni a risposta immediata.
Giovedì 8 maggio si sono svolte le interpellanze urgenti e, infine, c’è stata la discussione sulle linee generali della mozione Giancarlo Giorgetti ed altri concernente “iniziative in relazione all’operazione Mare Nostrum e al rafforzamento dei controlli alle frontiere”.

Attività parlamentare 22 – 30 aprile 2014

Le tradizioni sono dure a morire. Il Governo che doveva cambiare verso si dimostra invece, ogni giorno, sempre più ancorato alle vecchie abitudini. Le fiducie non finiscono mai. In poco più di una settimana il Governo ha posto la questione di fiducia su due decreti legge, prima sul dl lavoro, martedì 22 aprile, e qualche giorno dopo, lunedì 28, sul dl stupefacenti. Le fiducie sono passate entrambe. I disegni di legge di conversione dei decreti legge sono stati tutti e due approvati.
La Camera, nel periodo dal 22 al 30 aprile, si è occupata quasi esclusivamente dei due decreti. Martedì 22 l’ordine del giorno dell’Assemblea recava, al primo punto, l’esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto legge 20 marzo 2014, n. 34, contenente disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. All’inizio della seduta abbiamo chiesto di far tornare in Commissione il provvedimento, ma la proposta è stata respinta per 22 voti di differenza. Subito dopo il ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, a nome del Governo, autorizzata dal Consiglio dei ministri, ha posto la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto legge sul lavoro. La fiducia è passata, mercoledì 23 aprile, con 344 sì e 184 no su 528 presenti e votanti. Durante la dichiarazione di voto del collega Baldassarre abbiamo esibito delle targhette adesive con l’immagine di un codice a barre. Il nostro messaggio era chiaro: questo Governo tratta i lavoratori come un prodotto da vendere.
Nella seduta di giovedì 24 aprile l’Assemblea, con 283 voti favorevoli e 161 voti contrari (compresi i nostri) su 445 presenti e 444 votanti, ha approvato il provvedimento sul lavoro. Il #PrecariAct è l’ennesima presa in giro di questo Governo. A favore dei lavoratori non c’è nulla. È un provvedimento illegittimo, in palese violazione della direttiva europea 1999/70/CE. I lavoratori diventeranno “schiavi moderni”, come scritto sui cartelli che abbiamo esposto. Senza diritti, senza tutele. E mostrare le catene, a nostro avviso, era il modo più rappresentativo per esprimere, anche con un gesto, il nostro dissenso.
Giovedì mattina, prima del voto sul dl lavoro, abbiamo votato la questione pregiudiziale posta al disegno di legge, già approvato dal Senato, di “conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 marzo 2014, n. 25, recante misure urgenti per l’avvalimento dei soggetti terzi per l’esercizio dell’attività di vigilanza della Banca d’Italia”. La questione pregiudiziale è stata respinta. Nel pomeriggio abbiamo affrontato la discussione sulle linee generali del disegno di legge di conversione del decreto legge in materia di disciplina degli stupefacenti.
Lunedì 28 aprile si è svolta la discussione congiunta sulle linee generali di due disegni di legge: “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2013 – secondo semestre” e “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013-bis”. Nel primo pomeriggio c’è stata la discussione sulle linee generali delle mozioni, tra cui quella a prima firma Vallascas, in materia di nomine di competenza del Governo nelle società a partecipazione pubblica. Prima della fine della seduta, dopo il rinvio deliberato dall’Aula del provvedimento nelle Commissioni, il ministro Boschi, a nome del Governo, autorizzata dal Consiglio dei ministri, ha posto la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di “conversione del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 36, recante disposizioni urgenti in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché di impiego di medicinali meno onerosi da parte del Servizio sanitario nazionale”, nel testo approvato dalle Commissioni.
La fiducia al decreto stupefacenti è passata, martedì 29 aprile, con 335 sì e 186 no su 521 presenti e votanti. Non possiamo accettare queste continue fiducie poste dal Governo Renzi. Il confronto in Assemblea è necessario e sacrosanto.
Mercoledì 30 aprile c’è stata la votazione finale del provvedimento, che è stato approvato con 280 sì e 146 no su 428 presenti e 426 votanti. Il collega Turco, in dichiarazione di voto, ha esposto le motivazioni del nostro no al decreto stupefacenti. Il provvedimento è drammaticamente mediocre e non va oltre la necessità di coprire il vuoto legislativo che si è creato dopo che la Consulta ha bocciato la legge Fini-Giovanardi. Un’altra occasione persa da questo Governo, insomma. Nel pomeriggio di mercoledì 30 si sono svolte le interrogazioni a risposta immediata.