Presentata interrogazione sul caso Tirrenia, lo Stato ha un credito da 180 milioni verso Onorato

Al Ministro dello sviluppo economico – Per sapere – premesso che: in data 20 marzo 2017 il giornale IlFattoQuotidiano.it ha pubblicato un articolo dal titolo “Tirrenia, lo Stato ha un credito da 180 milioni verso Onorato. Per recuperarlo si affida all’avvocato di Onorato” in cui si afferma che l’armatore di Moby, che ha comprato l’ex compagnia di navigazione pubblica, deve ancora pagare una parte della somma prevista all’amministrazione straordinaria della società; secondo la ricostruzione del quotidiano, per ripagare i debiti dell’ex compagnia di navigazione di bandiera le attività di Tirrenia in amministrazione straordinaria furono cedute nel 2012 a Cin – Compagnia Italiana di Navigazione, cordata partecipata al 40 per cento e poi dal luglio 2015 controllata al 100 per cento dall’imprenditore Vincenzo Onorato; con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 5 agosto 2010 Tirrenia Navigazione spa è stata ammessa alla Procedura di amministrazione straordinaria ed è stato nominato commissario straordinario Giancarlo D’Andrea. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico del 20 marzo 2014 l’organo commissariale è stato integrato con la nomina di Stanislao Chimenti Caracciolo di Nicastro e di Beniamino Caravita di Toritto. Quest’ultimo, da quanto si apprende, avrebbe “assistito con successo Moby nelle sue maggiori controversie legali”; nella settima relazione semestrale (1 gennaio – 30 giugno 2016) della gestione commissariale di Tirrenia si legge che, come previsto dal contratto di cessione del ramo d’azienda, la Procedura deve ancora incassare la prima rata di “Prezzo Differito”, scaduta in data 30 aprile 2016, e la seconda e la terza rata di “Prezzo Differito”, che scadranno rispettivamente nel 2019 e nel 2021, per un totale di 180 milioni di euro; in data 23 dicembre 2015, come riportato dal medesimo documento, Cin ha comunicato a Tirrenia di voler procedere “al pagamento integrale ed immediato, in un’unica soluzione, della seconda tranche di Prezzo Fisso, inclusi gli interessi maturati alla data del pagamento”. Con la medesima nota Cin ha chiesto a Tirrenia di prestare l’assenso “alla cancellazione delle ipoteche iscritte sulle navi facenti parte del ramo d’azienda, acconsentendo, altresì, all’espletamento di ogni formalità opportuna ai fini della suddetta cancellazione”. Alla seconda tranche di Prezzo Fisso, pari a 61,9 milioni di euro con scadenza 30 marzo 2020, scorporata dall’accordo iniziale, erano infatti state legate a garanzia, con ipoteca di secondo grado, le navi della flotta; nel febbraio 2016 il Ministero dello sviluppo economico ha autorizzato Tirrenia a incassare anticipatamente la detta rata e a prestare il consenso alla cancellazione delle ipoteche iscritte e, pertanto, Cin ha provveduto al bonifico della seconda tranche di Prezzo Fisso; alla scadenza della prima rata di Prezzo Differito, nell’aprile 2016, Cin non ha pagato i 55 milioni previsti e, dopo sollecito, ha sostenuto in una lettera che “il pagamento del Prezzo Differito è automaticamente sospeso”, evidenziando che la Commissione europea con decisione del 7 novembre 2012 ha esteso il procedimento avviato nel 2011 sugli Aiuti di Stato a favore delle società dell’ex Gruppo Tirrenia, ampliando l’oggetto dell’istruttoria al “pagamento differito di parte del prezzo d’acquisto”; secondo quanto pubblicato nell’articolo di stampa citato l’amministrazione straordinaria avrebbe recentemente sottoposto a fondi d’investimento l’acquisizione del credito residuo nei confronti di Cin e sarebbe in attesa di una risposta –: se il Ministro interrogato sia a conoscenza delle informazioni esposte in premessa e, in caso affermativo, se non intenda fornire chiarimenti in riferimento alle notizie riportate nell’articolo citato, in particolare per quanto concerne l’eventuale vendita a fondi di investimento del credito vantato da Tirrenia nei confronti di Cin in luogo del pieno recupero della somma.

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