Lettera aperta all’assessore dei trasporti Deiana sulla continuità territoriale

Caro Assessore,

leggo sui quotidiani di oggi dell’iniziativa di “navetta dei cieli” (così ne “la Nuova Sardegna”). Mi sembra una prospettiva certamente interessante, così come guardo con interesse alla Tua affermazione che degli oneri dovrebbe frasi carico lo Stato, a differenza di quanto avviene con la CT1. A quanto comprendo, sia dall’articolo su “La Nuova Sardegna”, sia da quello su “L’Unione Sarda”, l’intervento dovrebbe essere incentrato sulla tratta “Cagliari/Roma”, mentre non leggo indicazioni per le tratte che interessano gli scali del Nord-Sardegna, ovvero quelle che, per loro natura, presentano maggiori criticità di copertura, per la soddisfazione della domanda di trasporto della popolazione a tariffe sostenibili, specialmente al di fuori della stagione estiva. Per fare un confronto significativo, in stagione estiva, operano mediamente dieci frequenze sulla Cagliari/Fiumicino (sette in stagione invernale), contro le quattro sulla Alghero/Fiumicino (tre in stagione invernale).

Confido che la richiesta del finanziamento statale sia in realtà estesa a tutte le tratte coperte dalla CT1, ed in particolare, per le ragioni precisate, a quelle da e verso gli scali del Nord Sardegna. In effetti, sono rimasto piuttosto stupito di constatare che la “continuità territoriale” della Sardegna sia discriminata rispetto a quella della Sicilia, per cui, se non erro, è ancora vigente l’art. 135 della l. 3 dicembre 2000, n. 388, che prevede soltanto un contributo regionale, sia pure in misura “non inferiore al cinquanta per cento di quello statale”; tale previsione vale non soltanto per i collegamenti con le isole minori, ma anche per quelli effettuati “tra gli scali aeroportuali della Sicilia  e  i  Principali  aeroporti  nazionali”, ovvero per garantire la soddisfazione di esigenze di trasporto aereo comparabili, se non inferiori, a quelle della Sardegna (considerando la tratta marittima sullo Stretto di Messina, di gran lunga più breve di quella fra la Sardegna e il resto del territorio italiano, peraltro più frequentemente servita e a tariffe più contenute). Viceversa, come è noto, per effetto perverso della sola parte attuata dell’art. 1, comma 837, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,  gli oneri finanziari della continuità territoriale della Sardegna ricadono integralmente sula Regione, a fronte della compartecipazione della Regione stessa ad entrate tributarie. Mi pare che anche la Sicilia goda di ampia compartecipazione ad entrate tributarie, senza che, per questo, si sia rinunciato al contributo dello Stato per la continuità territoriale. Mi auguro, pertanto, che Tu voglia farTi promotore di un’iniziativa per modificare in maniera più equa le attuali previsioni in tema di oneri finanziari della continuità territoriale della Sardegna.

D’altronde, mi sembra che per i collegamenti che interessano la continuità territoriale il problema più grave sia quello dell’incidenza delle tariffe aeroportuali, i cui livelli sono persino più elevati della tariffa aerea (io stesso ho presentato un’interrogazione in merito). Peraltro, tali ulteriori costi si aggiungono a quelli dei collegamenti con i centri urbani, per i quali spesso ci sono problemi di fruizione, quanto meno in termini di coincidenze con i voli (problema che si riscontra, in particolare, per il Nord-Sardegna, anche in piena stagione turistica, con effetto negativo sull’immagine dell’Isola). A questo riguardo, auspico che Tu voglia valutare l’opportunità di farTi promotore anche di un’iniziativa che possa contribuire ad alleviare gli effetti deleteri di tali ulteriori problematicità.

Certo della Tua sensibilità per la ricerca di una soluzione soddisfacente per tutta la Sardegna, Ti saluto cordialmente, confermandoTi la mia piena disponibilità a collaborare per una soluzione del problema.

 

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