Tutela della continuità territoriale per i cittadini sardi: dal MIT ancora nessun impegno

continuità territorialeAdottare iniziative affinché la possibilità per i cittadini sardi di spostarsi sul territorio nazionale con condizioni economiche e qualitative uniformi non sia inficiata dall’imposizione di tasse aeroportuali sempre più alte. Questa la richiesta posta al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti con un’interrogazione presentata in Commissione l’11 febbraio 2015 da me e da alcuni miei colleghi del M5S. Il MIT ha risposto in tempi relativamente brevi, o per meglio dire più brevi rispetto alle attese cui siamo ormai abituati. Ha salvato la faccia. In Commissione Trasporti alla Camera, il 31 marzo scorso, il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro ha però letto il compitino, riportando di fatto soltanto dati tecnici relativi alle norme vigenti in materia. Di risposte concrete da parte del Governo per la tutela della continuità territoriale con la Sardegna nemmeno l’ombra.

La nostra interrogazione partiva da una premessa molto semplice: se alla tariffa agevolata per i collegamenti aerei dalla Sardegna per Roma o per Milano e viceversa, praticata ai cittadini sardi secondo la normativa vigente, si aggiungono tasse e oneri aeroportuali altissimi va da sé che il costo totale del biglietto diventi molto elevato. Troppo elevato. Stando così le cose, se i cittadini della Sardegna devono pagare mediamente circa 80 euro (se non di più) per raggiungere la terraferma (senza considerare parcheggio auto in aeroporto e trenino/bus per arrivare a Roma) e altrettanto per tornare sull’isola dal continente, i benefici derivanti dall’applicazione del regime di continuità territoriale vengono a mancare. E, in generale, il diritto alla mobilità è fortemente compromesso. Volevamo sensibilizzare il Governo sul gravissimo problema della difficoltà dei collegamenti dall’isola e per l’isola.

Il sottosegretario, invece, dopo aver ricordato alla Commissione quali sono le due componenti che incidono sul prezzo finale del biglietto aereo, vale a dire la tariffa vera e propria e le tasse e gli oneri aeroportuali, sottolineando che l’ammontare di questi ultimi è connesso ai costi che le società di gestione addebitano alle compagnie aeree, ha concluso il suo intervento affermando che le tasse connesse a tali costi sono sostenute indifferentemente dagli utenti del trasporto aereo, siano essi provenienti dalle isole o da territori particolarmente disagiati o da altre località. Purtroppo, a quanto pare, l’adozione di iniziative volte a garantire la continuità territoriale da e per la Sardegna non rientra nei programmi di questo Governo. Ma noi non ci fermeremo qui.

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