Attività parlamentare 24 – 27 febbraio 2015

Responsabilità civile dei magistrati: via libera definitivo della Camera martedì 24 febbraio. Noi abbiamo votato contro. Perché? Dopo i miglioramenti del provvedimento al Senato, cui il M5S ha contribuito notevolmente, il testo, a nostro avviso, doveva essere ulteriormente cambiato alla Camera. Ma così non è stato. Sono rimaste intatte norme che non condividiamo. “Il travisamento del fatto o delle prove”, per esempio, è un passaggio pericoloso che provocherà l’intasamento dei tribunali e metterà a rischio ogni processo. “Noi non riteniamo che la categoria dei magistrati debba essere difesa a priori e a prescindere, ma ci rendiamo conto che, in un Paese dilaniato dalla corruzione e messo in ginocchio dalla mafia, il magistrato svolga una funzione fondamentale che deve essere salvaguardata e noi non possiamo intimidirlo. Perché oggi questa legge non è una legge per cui chi sbaglia paga, è una legge in cui si dice a chi sta lavorando: attento a non sbagliare, attento a non sbagliare, attento a non sbagliare, perché, altrimenti, pagherai tu per le colpe di uno Stato che non riesce a farsi carico di una lotta seria alla criminalità organizzata”. Così il collega Alfonso Bonafede in dichiarazione di voto finale. Il provvedimento recante “disciplina della responsabilità civile dei magistrati” è stato approvato dall’Assemblea con 265 sì e 51 no su 379 presenti e 316 votanti. 63 deputati si sono astenuti.

Mercoledì 25 febbraio in Aula si è svolto l’esame dell’ennesimo decreto “Ilva”. L’ennesimo decreto – tentativo numero 7 – che però, come i precedenti, non aiuta i cittadini di Taranto. Dopo la discussione sulle linee generali del disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto legge n. 1 del 2015 recante “disposizioni urgenti per l’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell’area di Taranto”, siamo passati alla discussione e alla votazione delle questioni pregiudiziali. La Camera ha respinto le questioni pregiudiziali n. 1 Sannicandro e altri, n. 2 Da Villa e altri, n. 3 Grimoldi e altri, presentate al provvedimento.

Giovedì 26 febbraio la Camera ha continuato l’esame del decreto “Ilva”. Dopo le votazioni degli emendamenti c’è stata la trattazione degli ordini del giorno. L’assemblea, in seguito, ha respinto le questioni pregiudiziali Gianluca Pini ed altri n. 1, Del Grosso ed altri n. 2 e Scotto ed altri n. 3 riferite al disegno di legge di conversione del decreto legge 18 febbraio 2015, n. 7, recante “misure urgenti per il contrasto del terrorismo, anche di matrice internazionale, nonché proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle Organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione”.

Venerdì 27 febbraio, in Aula, il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni Silveri, ha reso “comunicazioni del Governo in materia di politica estera”. Si è svolta quindi la relativa discussione. Ha avuto poi luogo il seguito delle “comunicazioni del Governo in materia di politica estera”. Contestualmente c’è stato il seguito dell’esame delle mozioni concernenti “iniziative per il riconoscimento dello Stato di Palestina”. “Colleghi coraggio, ve lo chiedo per le migliaia di vittime di cinquant’anni di violazioni. Colleghi, coraggio, ve lo chiedo per le centinaia di migliaia di bambini che, grazie al processo che possiamo avviare oggi, insieme, potrebbero avere un futuro di speranza e legalità. Oggi non ci sono più scuse: tasto verde alla nostra mozione per riconoscere lo Stato di Palestina e dare a questi bambini una speranza; tasto rosso per negargliela. Mettetevi una mano sulla coscienza, scrollatevi di dosso la paura e fate la vostra scelta perché il genocidio inizia sempre con il silenzio”. Questa la parte finale dell’intervento del collega Manlio Di Stefano sulla mozione del M5S. La Camera ha respinto le mozioni Palazzotto (Nuova formulazione), Rizzo, Gianluca Pini e Brunetta e ha approvato le mozioni Speranza e Alli e respinto la mozione Rampelli. L’assemblea ha approvato infine la risoluzione Cicchitto e respinto le risoluzioni Gianluca Pini, Brunetta, Scotto, Artini e Sibilia. Successivamente la Camera ha respinto per la seconda volta le dimissioni di Cristian Iannuzzi con 103 voti favorevoli e 232 contrari. Nel pomeriggio c’è stato lo svolgimento di interpellanze urgenti.

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