Attività parlamentare 17 – 20 febbraio 201

1000proroghePuntuale come un orologio svizzero anche quest’anno è arrivato in Aula il decreto Milleproroghe, il provvedimento miscellanea per eccellenza. Un Carnevale di norme. Il decreto Milleproroghe, come ha spiegato in maniera chiarissima il collega Federico D’Incà in Aula, è “l’esempio pratico del fallimento della politica di questo Paese negli ultimi 20 anni: quello che non si riesce a sistemare durante un anno, viene semplicemente prorogato all’anno successivo”. Il Governo Renzi si conferma il Governo delle fiducie. L’ennesima questione di fiducia, infatti, è stata posta mercoledì 18 febbraio. Il Partito democratico, inoltre, si conferma il partito del no. I no alle proposte di buonsenso del MoVimento 5 Stelle, per quanto riguarda il Milleproroghe, sono stati cinque: no al ripristino dei finanziamenti per la Terra dei fuochi; no alla compensazione delle cartelle esattoriali con i crediti verso la PA; no al ripristino dell’iva al 10 per cento sul pellet; no al mantenimento dei tassi al 4 per cento sulle trattenute bancarie delle detrazioni per le ristrutturazioni; no allo stop a proroghe e deroghe sull’accesso ai benefici per i partiti.

La prima seduta dell’Aula della settimana si è tenuta martedì 17 febbraio. La discussione generale del disegno di legge di conversione in legge del decreto legge 31 dicembre 2014, n. 192, recante “proroga di termini previsti da disposizioni legislative” è durata pochissimo. I lavori sono iniziati alle 18.30, appositamente con molta molta calma. Il Pd ha deciso, ancora una volta, di far svolgere i lavori dell’Assemblea a proprio piacimento, proponendo la votazione della chiusura della discussione generale. Chiusura che è stata approvata.

Mercoledì 18 febbraio il Ministro degli esteri e della cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, ha svolto una “informativa urgente del Governo sui recenti sviluppi della situazione in Libia”. Dopo l’intervento del Ministro, c’è stato il dibattito. In seguito abbiamo ripreso l’esame del provvedimento recante “proroga di termini previsti da disposizioni legislative”. Il Pd ha chiesto l’interruzione della discussione sul complesso degli emendamenti. Noi eravamo fortemente contrari allo stop, ma la Camera lo ha approvato. Subito dopo chi non era già intervenuto ha avuto facoltà di fare un discorso, per non più di cinque minuti, come primo firmatario o altro proponente degli emendamenti. Nel primo pomeriggio si è svolto il question time e, alla ripresa, i miei colleghi hanno continuato gli interventi ai sensi dell’articolo 85, commi 4 e 6 del Regolamento. Il Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha poi posto, a nome del Governo, la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto legge 31 dicembre 2014, n. 192, nel testo delle Commissioni.

Giovedì 19 febbraio, dopo le dichiarazioni di voto, la Camera ha votato la questione di fiducia: 354 voti favorevoli, 167 voti contrari e 1 astenuto su 522 presenti e 521 votanti. Convinto voto contrario del M5S a questa nuova fiducia.

Venerdì 20 febbraio la giornata è iniziata con l’esame degli ordini del giorno e subito dopo si sono svolte le dichiarazioni di voto finale sul provvedimento. La Camera ha approvato il disegno di legge di conversione in legge del decreto legge 31 dicembre 2014, n. 192, recante “proroga di termini previsti da disposizioni legislative”: 280 sì, 96 no e 3 astenuti su 379 presenti e 376 votanti. Nel pomeriggio c’è stato lo svolgimento di interpellanze urgenti.

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