Attività parlamentare 1 – 3 ottobre 2014

TaserUn’altra settimana di lavori parlamentari paralizzati (o quasi) a causa dell’ostinazione del Pd. Continuano le votazioni per i giudici della Corte Costituzionale. Ancora niente di fatto. Negli ultimi giorni ce ne sono state due, la prima martedì 30 settembre (ricordo che non si tratta di una seduta dell’Assemblea) e la seconda giovedì 2 ottobre. Il nome del Pd è sempre lo stesso: Luciano Violante. Il mio gruppo parlamentare ha sollevato una questione importante: l’ex presidente della Camera è ineleggibile. Non ha i requisiti previsti dalla Costituzione. Lo abbiamo verificato. E allora perché è ancora candidato? Mistero. Forza Italia, intanto, ha cambiato per l’ultima votazione ancora una volta il nome del candidato e ha scelto Ignazio Francesco Caramazza, ma neanche lui ha ottenuto i voti utili per essere eletto. Stallo. Tra l’altro si dovrà rivotare anche per un membro del Csm, dopo l’esclusione di Teresa Bene per mancanza di titoli professionali. Scandalo.
Anche con le Camere praticamente bloccate, comunque, per porre la questione di fiducia uno spazio si trova sempre. La seduta dell’Assemblea di mercoledì 1° ottobre è iniziata con la discussione generale del disegno di legge di conversione del “decreto-legge 22 agosto 2014, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia di contrasto a fenomeni di illegalità e violenza in occasione di manifestazioni sportive, di riconoscimento della protezione internazionale, nonché per assicurare la funzionalità del ministero dell’Interno”. Successivamente si è svolta una “informativa urgente del Governo sugli effetti per le imprese nazionali derivanti dalle sanzioni commerciali disposte dalla Federazione russa nei confronti dell’Unione europea”. Dopo l’intervento del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, c’è stato il dibattito. Nel primo pomeriggio di mercoledì c’è stato, come di consueto, il question time. A seguire il ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha posto a nome del Governo, autorizzata dal Consiglio dei ministri, la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge stadi, nel testo delle Commissioni.
La Camera ha votato la questione di fiducia giovedì 2 ottobre: 323 favorevoli e 168 contrari su 500 presenti e 491 votanti. Il MoVimento 5 Stelle ha votato contro. Per il nostro gruppo la dichiarazione di voto sulla questione di fiducia è stata svolta da Alfonso Bonafede. Il collega, nel suo intervento, ha ricordato che l’ultima fiducia risale al 31 luglio. Sono passati soltanto due mesi e in mezzo c’è stata la pausa estiva, aggiungo io. Bonafede ha spiegato che “secondo il diritto l’Esecutivo pone la questione di fiducia su un disegno di legge, qualificando tale disegno come fondamentale per la propria azione politica”. “Nella prassi il Governo impedisce il dibattito parlamentare e, quindi, impedisce al Parlamento il miglioramento delle leggi”. Dall’inizio del suo mandato Matteo Renzi ha già chiesto diciannove fiducie, praticamente 2,7 voti di fiducia al mese. Berlusconi, tra il 2001 e il 2006, ha totalizzato cinquanta fiducie in cinquantacinque mesi, quasi una questione di fiducia al mese, arrivando poi, dal 2008 al 2011, al suo record personale con cinquantatré voti di fiducia, vale a dire 1,26 voti di fiducia al mese. Come ha sottolineato il collega, l’allievo ha già superato il maestro.
La votazione finale del disegno di legge di conversione del decreto stadi, un altro decreto omnibus, si terrà la prossima settimana.
Venerdì 3 ottobre si è svolta una interpellanza urgente.

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