Attività parlamentare 12 – 16 maggio 2014

Le elezioni europee sono alle porte. Il 25 maggio i cittadini potranno scegliere. Sceglieranno bene. Ne siamo certi: #vinciamonoi!
Lavoro, autorizzazione all’arresto del deputato Genovese, operazione Mare Nostrum, emergenza abitativa (ma sarebbe più opportuno dire soldi all’Expo): questi i principali temi affrontati in Aula nella convulsa settimana che si è appena conclusa. Una settimana, quella dal 12 al 16 maggio, fatta di improvvise accelerate intervallate da brusche frenate. Prima tanta fretta per porre la fiducia al dl lavoro, poi un “inspiegabile” auto-ostruzionismo del PD, aiutato da SEL, sua stampella (più o meno manifesta). L’obiettivo del Partito democratico, neanche troppo nascosto, era rimandare il voto su Genovese a dopo le elezioni, ma noi lo abbiamo impedito. E dopo la votazione per l’autorizzazione della misura cautelare nei confronti del deputato, seguita dall’esame delle mozioni Mare Nostrum, la corsa è ricominciata con la discussione del decreto casa, arrivato alla Camera pochissime ore prima dell’inizio dell’esame in Aula. Un altro decreto omnibus che affianca con un criterio incomprensibile l’emergenza abitativa all’Expo. Un altro provvedimento cui è stata posta la questione di fiducia, tanto per cambiare. Un’altra urgenza per il Governo, non a caso a pochi giorni dal voto. Sempre le solite promesse elettorali. La realtà, purtroppo, è soltanto una, la più triste: nessuna vera soluzione per i cittadini e per le famiglie in difficoltà, altri regali al carrozzone Expo.

Lunedì 12 maggio la Camera ha aperto i lavori con la discussione sulle linee generali del disegno di legge di “conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52, recante disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari”. Dopo la discussione sulle linee generali del #PrecariAct, il ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha posto – per l’ennesima volta – la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del “disegno di legge di conversione del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”, nel testo della Commissione identico a quello già approvato dal Senato. Un decreto legge che porterà solo schiavitù, come ha sostenuto il collega Tripiedi nel suo intervento in Assemblea.

Martedì 13 maggio abbiamo votato la fiducia: 492 presenti e votanti, 333 sì e 159 no. Noi ovviamente abbiamo votato contro.

Nel corso della giornata di mercoledì 14 c’è stato l’esame dei numerosi ordini del giorno al decreto lavoro con una interruzione, nel primo pomeriggio, per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Siamo arrivati al voto finale del #PrecariAct soltanto giovedì 15: il disegno di legge di conversione del decreto lavoro è stato approvato definitivamente con 279 sì e 143 no su 425 presenti e 422 votanti.

Nel pomeriggio di giovedì, dopo non poche polemiche, abbiamo votato a favore della “autorizzazione ad eseguire la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti del deputato Francantonio Genovese”, come proposto dalla relazione della Giunta per le autorizzazioni: 371 voti favorevoli, 39 contrari, 13 astenuti su 423 presenti e 410 votanti. Questo voto era necessario e soprattutto urgente. Non si poteva aspettare ancora.

Venerdì 16 abbiamo iniziato la giornata con lo svolgimento di interpellanze urgenti e in seguito abbiamo votato le questioni pregiudiziali presentate al “disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, recante Misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015”. Le questioni pregiudiziali sono state respinte. L’Aula ha continuato i lavori con la discussione e la votazione delle mozioni e della risoluzione concernenti “iniziative in relazione all’operazione Mare Nostrum e al rafforzamento dei controlli alle frontiere”. Sono state approvate le mozioni Santerini (nuova formulazione), Fiano, Currò, Palazzotto (nel testo riformulato), Dorina Bianchi (per le parti non assorbite) e la risoluzione Di Lello e sono state respinte le mozioni Giancarlo Giorgetti, Brunetta e Rampelli. Al termine di un pomeriggio in cui è mancato TRE VOLTE il numero legale (a causa del PD) per stabilire lo stop della discussione sulle linee generali del decreto emergenza abitativa, infine, ha preso la parola il ministro Maria Elena Boschi e con lei – neanche a dirlo – è arrivata la fiducia al decreto.


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