Riflessioni personali su Poste italiane

postePoste Italiane: pubblicati i dati di bilancio 2013 Il Gruppo Poste italiane ha reso noti i dati del bilancio 2013, approvato dal Consiglio di amministrazione il 26 marzo. Nel comunicato della società si sottolinea che i Ricavi totali, inclusivi dei premi assicurativi, si sono attestati a 26 miliardi di euro in crescita rispetto ai risultati 2012 (24 miliardi) e il Risultato operativo è cresciuto a 1.400 milioni di euro, in aumento dell’1,3%, grazie alla performance dei servizi finanziari, dei servizi assicurativi e dei nuovi servizi che hanno in parte compensato il forte decremento registrato dai servizi postali e commerciali, in calo costante negli ultimi anni, ed il peso degli oneri che Poste Italiane sostiene in qualità di fornitore del Servizio Universale, remunerati solo parzialmente dallo Stato. L’Utile ante imposte è cresciuto a 1.528 milioni (+7,4% rispetto ai 1.423 milioni del 2012) e l’Utile netto è stato di 1.005 milioni. In particolare I ricavi totali dei Servizi Postali e Commerciali si attestano a 4.452 milioni di euro (- 4,4% rispetto al 2012), i ricavi totali dei Servizi Finanziari salgono a 5.390 milioni (+1,5%) e i Servizi Assicurativi hanno registrato un +25%, con la Compagnia Poste Vita che ha emesso premi per 13,2 miliardi di euro rispetto ai 10,5 miliardi del 2012.

Ora alla luce dei numeri sopra riportati vi sembra un’azione corretta da parte del governo e della maggioranza (Partito Democratico) privatizzare un’azienda sana che produce un utile così importante? Vi sembra corretto privatizzare poste con la “scusa” del debito pubblico?

Queste sono le domande che come cittadino mi son posto e sinceramente non sono riuscito a darmi delle risposte, forse perchè non riesco a ragionare nell’ottica clientelare o del favoritismo agli amici. Anche perchè saranno le solite cordate imprenditoriali ad acquistare il 40% che verrà messo in vendita. Già in data 11 Febbraio 2014 mi sono espresso su questo argomento. Privatizzazione_poste

Spero ed auspico che non si finisca come nei casi Telecom o Alitalia che a rimetterci siano sempre gli stessi: lavoratori e cittadini.

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