I cittadini sardi sempre più isolati. Lontani dall’Italia, lontani dall’Europa

fotoI sardi sono e saranno sempre più isolati. Distanti dall’Italia, distanti dall’Europa. Il MoVimento 5 Stelle non chiedeva la luna. Con l’emendamento votato stamattina alla Camera, a prima firma Dadone, posto al ddl contenente “modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, recante norme per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, in materia di garanzie per la rappresentanza di genere, e relative disposizioni transitorie inerenti alle elezioni da svolgere nell’anno 2014”, voleva semplicemente riconoscere ai cittadini sardi il diritto di essere rappresentati al Parlamento europeo.

L’attuale normativa, infatti, prevede un collegio unico che comprende la Sardegna e la Sicilia. In questo modo, purtroppo, è quasi matematico, per vari motivi, che in Europa i cittadini sardi non saranno rappresentati.

Il MoVimento 5 Stelle voleva dividere la circoscrizione delle due isole e creare un collegio per la Sardegna ed uno per la Sicilia.

Dopo una lunga discussione nel pomeriggio di ieri in Aula, successiva al no dell’Assemblea ad un emendamento simile del collega Capelli, la Giunta del Regolamento aveva espresso parere favorevole al voto segreto per l’emendamento del M5S. Eravamo fiduciosi. Volevamo crederci, per il bene della Sardegna. Ed invece non è bastato il voto segreto. L’emendamento non è passato: 141 sì, un astenuto e 286 no. 286 deputati contro i cittadini della Sardegna. I sardi devono saperlo. E devono sapere che la maggior parte di quei voti contrari – non è difficile esserne certi! – è del PD.

Volevamo dare voce ai sardi. La Sardegna non può essere sempre considerata una regione di serie B. I miei corregionali non possono continuare ad essere discriminati.

Già pochi giorni fa i cittadini della mia regione colpiti dall’alluvione avevano dovuto subire una grave ingiustizia per quanto riguarda i tributi. Oggi un nuovo voto contro la Sardegna.

La posizione del governo -a dir poco imbarazzante- é favorevole, a parole, alla creazione di un collegio unico per la Sardegna ma nei fatti vota contro l’emendamento perché non c’è tempo (si sapeva dal 2009).

Come cittadino e come parlamentare sardo non lo posso tollerare. Già l’Italia è lontana dalla nostra Sardegna. L’Europa ancora di più.

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