Attività parlamentare 31 marzo – 4 aprile 2014

reato-di-clandestinitàNella settimana dal 31 marzo al 4 aprile abbiamo avuto un’ulteriore prova di quanto sia semplice distorcere il messaggio politico per questa strana maggioranza/finta opposizione che abbiamo in Parlamento. In poche ore sono stati approvati alla Camera tre provvedimenti su cui sono state raccontate tante bugie. I cittadini italiani sono stati di nuovo presi in giro. Bugia numero uno: agli italiani è stato detto che è stato abolito il reato di immigrazione clandestina. Falso. È stato approvato un provvedimento molto complesso che contiene al suo interno anche la delega al Governo per la riforma del sistema delle pene e la delega per la depenalizzazione. Il reato di immigrazione clandestina non è stato – almeno per ora – abolito.

stop-province2Bugia numero due: agli italiani è stato detto che sono state abolite le province. Falso. Le province non sono state abolite. Sono ancora tutte lì, vive e vegete. “Sono solo un po’ ammaccate”, come hanno scritto e detto i miei colleghi del MoVimento. Alcune saranno chiamate “città metropolitane” ma la sostanza resta. Province erano, province sono e province saranno. Il caos regna totale sulle competenze degli enti locali, ma la certezza è che gli elettori perderanno sempre di più il diritto di scegliere i propri amministratori. E, dulcis in fundo, la ciliegina sulla torta è l’arrivo di nuovi 26.000 consiglieri comunali e 5.000 assessori che lavoreranno, a dire del Governo, a costo zero. E può anche essere vero, anche se ci crediamo poco. Ma le strutture e gli uffici non comportano spese?

bgBugia numero tre: agli italiani è stato detto che con la riforma del reato di voto di scambio si agisce in maniera efficace e davvero incisiva nella lotta contro la criminalità organizzata e contro la corruzione. Falso. Lo avremmo voluto anche noi. Ma non è così. Qualcuno, senza fare nomi, ci ha messo lo zampino all’ultimo minuto e il testo approvato dal Senato è stato modificato. Così tutti gli sforzi fatti dai colleghi al Senato per migliorare il provvedimento sono stati vani. Il 416-ter è stato distrutto. Le pene sono state ridotte e la cosiddetta “messa a disposizione” del politico nei confronti del mafioso è stata resa non punibile.

La settimana parlamentare è iniziata lunedì 31 marzo con le discussioni sulle linee generali del disegno di legge di ratifica del “protocollo concernente le preoccupazioni del popolo irlandese relative al Trattato di Lisbona” e della mozione contenente “iniziative per l’esclusione dai vincoli previsti dal Patto di stabilità interno delle spese volte a finanziare interventi di contrasto al dissesto idrogeologico”.

Martedì 1° aprile, dopo lo svolgimento di un’interpellanza e di interrogazioni, abbiamo dedicato gran parte della giornata all’esame della proposta di legge contenente “deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio” e “disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili”.

Il provvedimento è stato approvato mercoledì 2 aprile con 332 sì e 104 no su 458 presenti e 436 votanti. Noi abbiamo votato no e abbiamo ampiamente spiegato i motivi di questo voto contrario. Mercoledì, poi, abbiamo affrontato l’esame del disegno di legge sulle province, iniziando con la votazione delle questioni pregiudiziali, che sono state respinte. Dopo la discussione sulle linee generali abbiamo votato gli emendamenti. Nel pomeriggio, inoltre, si è svolto il Question Time.

Giovedì 3 abbiamo votato due provvedimenti: prima c’è stata la votazione finale del disegno di legge contenente “disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”, approvato con 260 sì e 158 no (tra cui i nostri) su 425 presenti e 418 votanti. Nel tardo pomeriggio, poi, la Camera ha approvato, con 310 sì e 61 no su 371 presenti e votanti, la proposta di legge di modifica dell’articolo 416-ter del codice penale, in materia di scambio elettorale politico-mafioso. Il collega Colletti ha illustrato chiaramente nella dichiarazione di voto finale i motivi del no del MoVimento 5 Stelle.

Venerdì 4 aprile in Aula c’è stato lo svolgimento di interpellanze urgenti.

In Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, mercoledì 2 aprile, c’è stata l’audizione del ministro Maurizio Lupi sulle linee programmatiche del suo dicastero. Tante domande da parte nostra, poche risposte da parte del ministro.

 

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