Attività parlamentare 22 – 30 aprile 2014

Le tradizioni sono dure a morire. Il Governo che doveva cambiare verso si dimostra invece, ogni giorno, sempre più ancorato alle vecchie abitudini. Le fiducie non finiscono mai. In poco più di una settimana il Governo ha posto la questione di fiducia su due decreti legge, prima sul dl lavoro, martedì 22 aprile, e qualche giorno dopo, lunedì 28, sul dl stupefacenti. Le fiducie sono passate entrambe. I disegni di legge di conversione dei decreti legge sono stati tutti e due approvati.
La Camera, nel periodo dal 22 al 30 aprile, si è occupata quasi esclusivamente dei due decreti. Martedì 22 l’ordine del giorno dell’Assemblea recava, al primo punto, l’esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto legge 20 marzo 2014, n. 34, contenente disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. All’inizio della seduta abbiamo chiesto di far tornare in Commissione il provvedimento, ma la proposta è stata respinta per 22 voti di differenza. Subito dopo il ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, a nome del Governo, autorizzata dal Consiglio dei ministri, ha posto la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto legge sul lavoro. La fiducia è passata, mercoledì 23 aprile, con 344 sì e 184 no su 528 presenti e votanti. Durante la dichiarazione di voto del collega Baldassarre abbiamo esibito delle targhette adesive con l’immagine di un codice a barre. Il nostro messaggio era chiaro: questo Governo tratta i lavoratori come un prodotto da vendere.
Nella seduta di giovedì 24 aprile l’Assemblea, con 283 voti favorevoli e 161 voti contrari (compresi i nostri) su 445 presenti e 444 votanti, ha approvato il provvedimento sul lavoro. Il #PrecariAct è l’ennesima presa in giro di questo Governo. A favore dei lavoratori non c’è nulla. È un provvedimento illegittimo, in palese violazione della direttiva europea 1999/70/CE. I lavoratori diventeranno “schiavi moderni”, come scritto sui cartelli che abbiamo esposto. Senza diritti, senza tutele. E mostrare le catene, a nostro avviso, era il modo più rappresentativo per esprimere, anche con un gesto, il nostro dissenso.
Giovedì mattina, prima del voto sul dl lavoro, abbiamo votato la questione pregiudiziale posta al disegno di legge, già approvato dal Senato, di “conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 marzo 2014, n. 25, recante misure urgenti per l’avvalimento dei soggetti terzi per l’esercizio dell’attività di vigilanza della Banca d’Italia”. La questione pregiudiziale è stata respinta. Nel pomeriggio abbiamo affrontato la discussione sulle linee generali del disegno di legge di conversione del decreto legge in materia di disciplina degli stupefacenti.
Lunedì 28 aprile si è svolta la discussione congiunta sulle linee generali di due disegni di legge: “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2013 – secondo semestre” e “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013-bis”. Nel primo pomeriggio c’è stata la discussione sulle linee generali delle mozioni, tra cui quella a prima firma Vallascas, in materia di nomine di competenza del Governo nelle società a partecipazione pubblica. Prima della fine della seduta, dopo il rinvio deliberato dall’Aula del provvedimento nelle Commissioni, il ministro Boschi, a nome del Governo, autorizzata dal Consiglio dei ministri, ha posto la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di “conversione del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 36, recante disposizioni urgenti in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché di impiego di medicinali meno onerosi da parte del Servizio sanitario nazionale”, nel testo approvato dalle Commissioni.
La fiducia al decreto stupefacenti è passata, martedì 29 aprile, con 335 sì e 186 no su 521 presenti e votanti. Non possiamo accettare queste continue fiducie poste dal Governo Renzi. Il confronto in Assemblea è necessario e sacrosanto.
Mercoledì 30 aprile c’è stata la votazione finale del provvedimento, che è stato approvato con 280 sì e 146 no su 428 presenti e 426 votanti. Il collega Turco, in dichiarazione di voto, ha esposto le motivazioni del nostro no al decreto stupefacenti. Il provvedimento è drammaticamente mediocre e non va oltre la necessità di coprire il vuoto legislativo che si è creato dopo che la Consulta ha bocciato la legge Fini-Giovanardi. Un’altra occasione persa da questo Governo, insomma. Nel pomeriggio di mercoledì 30 si sono svolte le interrogazioni a risposta immediata.    

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