Attività parlamentare 27 – 31 gennaio 2014

rivoltam5scameraUna delle settimane più nere della storia della Repubblica italiana. Non so come altro definire gli ultimi giorni alla Camera dei deputati. Abbiamo imparato tanto in questi giorni. Abbiamo imparato termini nuovi per le istituzioni, come “tagliola” o “ghigliottina”, che dir si voglia. D’altronde, “siamo ragazzi”, come ci continuano a dire. Dobbiamo imparare. Abbiamo imparato, purtroppo, che l’Italia non può definirsi una Repubblica democratica e che la Costituzione è cartastraccia per molti (ma non per noi). Ci hanno tolto uno dei principali diritti di cui gode non solo un parlamentare, ma una persona: ci hanno tagliato la voce, ma noi non ci siamo fermati. Perché il nostro compito come parlamentari della Repubblica italiana è rappresentare. E noi rappresentiamo tutti i cittadini del nostro Paese che ci hanno mandato in Parlamento per portare trasparenza, democrazia, chiarezza e onestà. Gli italiani dovevano sapere che cosa contenesse in realtà, dietro mentite spoglie, il decreto IMU-Bankitalia, un decreto legge urgente per sua propria natura ma per niente urgente per contenuti, cui tra l’altro è stata anche posta la fiducia. La nostra era una battaglia di democrazia. Non potevamo assistere inermi all’approvazione di un testo che nascondeva – e nasconde ancora – insidie che riguardano non soltanto noi, ma tutto il popolo italiano. E allora che cosa abbiamo fatto? Nelle giornate di lunedì 27, martedì 28 e mercoledì 29 gennaio abbiamo fatto un ostruzionismo costruttivo, un “costruzionismo”. Abbiamo presentato un ordine del giorno ciascuno, unica arma politica a nostra disposizione dopo la fiducia al decreto IMU-Bankitalia, e siamo intervenuti, uno ad uno, per spiegare che cosa stessimo chiedendo. Abbiamo portato in superficie tutte le criticità del testo. Non abbiamo parlato soltanto di IMU, come invece faceva gran parte della stampa fuori dall’Aula, ma anche della svendita delle quote della Banca d’Italia a favore delle banche private e della dismissione del patrimonio immobiliare pubblico. Ovvero 7,5 miliardi di euro ai soliti banchieri, immobili dello Stato alienati, condoni mascherati. Tutto ciò non riguarda tutti i cittadini? Abbiamo usato parole dure, ma era necessario. Noi stiamo dalla parte degli italiani e, purtroppo, abbiamo bisogno di urlare per farci capire. Abbiamo parlato con il cuore. Che cosa è venuto fuori? Che cosa gli operatori della comunicazione hanno raccontato? Che i deputati del MoVimento 5 Stelle sono degli squadristi, che non hanno rispetto per le istituzioni e che hanno abbandonato, ormai, ogni forma di decoro. Che siamo dei violenti e che agiamo con violenza. Tutte falsità. Abbiamo Dambruoso violenza sulla Lupoalzato cartelli di protesta, è vero. Ma che cosa c’è di più pacifico? Ci siamo imbavagliati. Abbiamo detto no con tutta la nostra forza all’ennesima truffa nei confronti degli italiani. La mancanza di rispetto è altra cosa. Dal punto di vista politico, poi, è emerso che i deputati del MoVimento 5 Stelle volevano far pagare l’IMU agli italiani. Nulla di più falso. È vero che era nostra intenzione far decadere il decreto, che scadeva il 29 gennaio, ma le motivazioni erano diverse da quelle che si volevano far credere. Il nostro era un no secco all’approvazione dell’ennesimo decreto omnibus che aveva in sé questioni molto diverse tra loro. Avevamo anche proposto di scorporare i temi. Un decreto soltanto sull’IMU sarebbe stato licenziato in pochi minuti. Ma niente. Il decreto legge IMU-Bankitalia è stato approvato mercoledì sera. Il presidente della Camera ha fatto ricorso alla cosiddetta ghigliottina – evento senza precedenti nella storia della Repubblica – e ha fermato tutte le nostre dichiarazioni di voto, portando il testo in votazione prima della scadenza. Durante le nostre proteste – pacifiche – la collega Loredana Lupo ha ricevuto uno schiaffo dal deputato Questore Stefano Dambruoso.

Il giorno dopo, giovedì 30 gennaio, in mattinata, fatti di inaudita gravità sono accaduti in Commissione Affari Costituzionali. Con una votazione “fantasma” il presidente Francesco Paolo Sisto ha inviato in Aula il progetto di legge di modifica del sistema elettorale, dichiarando approvata la proposta di conferire il mandato al relatore a riferire in senso favorevole in Assemblea. Durata della seduta: cinque minuti. Dibattito: zero minuti. Verifica delle votazioni: zero. Noi eravamo lì.In Aula, alle 13, si è aperta la discussione generale della proposta di legge. Qualche ora prima dell’inizio dei lavori tutto il MoVimento 5 Stelle ha presentato l’impeachment al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Venerdì 31 gennaio sono state votate e respinte le questioni pregiudiziali al progetto di legge di modifica del sistema elettorale. Dopo il no alla richiesta di rinvio del testo in Commissione, abbiamo abbandonato l’Aula. Anche sulla legge elettorale la battaglia sarà grintosa, ma sempre leale e non violenta.

 

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