Attività parlamentare 10 – 14 febbraio 2014

Renzi e LettaEra nell’aria già da qualche giorno. Giovedì 13 febbraio abbiamo avuto la conferma di ciò che si vociferava. Il Governo Letta è arrivato al capolinea. Dalla prossima settimana, quasi sicuramente visto che le consultazioni al Quirinale saranno rapidissime (e il M5S non ci andrà), avremo un nuovo presidente del Consiglio e il nome lo conosciamo tutti: Matteo Renzi. Un uomo nuovo che agisce con metodi da vecchia politica. Ma noi non staremo a guardare. Finché saremo in Parlamento, continueremo a non subire passivamente le decisioni prese per tutti gli italiani nelle sedi di partito. Per quanto ci riguarda, siamo pronti a fare le valigie se le Camere dovessero sciogliersi. Lo abbiamo sempre detto. Abbandonare la poltrona non ci spaventa. Nella settimana dal 10 al 14 febbraio alla Camera è stato approvato uno degli ultimi regali dell’Esecutivo Letta, il decreto “Destinazione Italia”, una miscellanea di disposizioni confuse e fatte ad hoc per i soliti noti. Il M5S si è preso, però, qualche piccola grande soddisfazione. Siamo riusciti, ad esempio, ad arrivare alla soppressione dell’articolo 8 del decreto legge, riguardante le assicurazioni auto: l’articolo prevedeva una serie di vantaggi per le grandi compagnie assicurative e di svantaggi per i piccoli carrozzieri.

Lunedì 10 febbraio abbiamo aperto la settimana con la discussione sulle linee generali delle mozioni di Ruocco, di Busin, di Paglia, di Zanetti, di Causi, di Dorina Bianchi e Bernardo e di Buttiglione contenenti iniziative per armonizzare il sistema europeo dell’imposta sul valore aggiunto alla luce del Libro verde sul futuro dell’IVA adottato dalla Commissione europea. Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo economico, è poi intervenuto per informare l’Assemblea sugli sviluppi della vicenda relativa agli stabilimenti italiani della multinazionale Electrolux. Dopo la discussione sulle linee generali delle mozioni sull’indicazione dell’affiliazione dei partiti politici nazionali a quelli europei, in vista delle elezioni europee del 2014, nel pomeriggio abbiamo continuato le votazioni sul decreto “Destinazione Italia”. L’ordine del giorno da me presentato sui servizi di virtualizzazione è stato accolto dal Governo come raccomandazione.

Martedì 11, dopo le dichiarazioni di voto, c’è stata la votazione finale del disegno di legge di conversione del decreto legge n. 145 del 2013, cosiddetto “Destinazione Italia”. La Camera ha approvato. Risultato della votazione: 320 sì e 194 no (tra cui i nostri) su 515 presenti e 514 votanti. Nel pomeriggio di martedì abbiamo continuato la discussione della proposta di legge recante disposizioni in materia di pensioni superiori a dieci volte l’integrazione al trattamento minimo INPS e, in seguito, abbiamo votato la mozione, nella nuova formulazione, sull’indicazione dell’affiliazione dei partiti politici nazionali a quelli europei. La mozione finale è passata con 321 sì e 119 no su 497 presenti e 440 votanti. Noi abbiamo votato contro.

Mercoledì 12, nel corso della mattina, abbiamo votato le mozioni, tutte approvate, contenenti iniziative per armonizzare il sistema europeo dell’imposta sul valore aggiunto alla luce del Libro verde sul futuro dell’IVA. Nel pomeriggio ci sono state le interrogazioni a risposta immediata.

Giovedì 13 abbiamo iniziato la giornata con lo svolgimento di interpellanze urgenti. La collega Mirella Liuzzi ha presentato la sua interpellanza, sottoscritta anche da me e da altri deputati del gruppo, sull’assetto delle Autorità portuali. La nostra battaglia contro le nomine non meritocratiche, non a norma di legge e spesso soltanto politiche dei presidenti e dei commissari delle Autorità portuali va avanti già da tempo. Tra l’altro il commissariamento dei Porti sta diventando una consuetudine che noi non accetteremo mai. La risposta del sottosegretario Rocco Girlanda all’interpellanza è stata parziale e inconcludente, come ho sottolineato nel mio intervento, dichiarandomi insoddisfatto delle spiegazioni del Governo.

Com’era prevedibile la seduta di venerdì 14 è stata sospesa dopo pochissimi minuti dall’inizio. Nella giornata era prevista la votazione del “Milleproroghe”. In Parlamento nessuna comunicazione ufficiale della crisi di Governo.

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