I tweet di Laura

laura-boldriniL’ultimo tweet della presidente della Camera recita: “Al Sud si spendono in #ricerca 156 euro per abitante, contro 325 della media italiana e 572 dell’area euro. Qui dobbiamo investire di più.”

Dobbiamo investire di più in ricerca … Ora, un ricercatore precario, (l’aggettivo precario accanto alla parola ricercatore è superfluo, perché in Italia un ricercatore è automaticamente precario) leggendo un tweet del genere cosa può pensare? I ricercatori lo dicono da anni che in Italia l’università, dopo esservi nata, è stata svenduta e rottamata.

Le scoperte dell’acqua calda da parte della presidente della Camera sono all’ordine del giorno, però attenzione, non la si può contestare, non la si può riprendere. Una contestazione viene automaticamente convertita in un insulto alle donne, in un insulto alle istituzioni.

Da giorni, sul suo profilo Facebook, compare il bilancio di sei mesi di mandato: “Ho presieduto 48 delle 76 seduto finora svolte”. Ma davvero? Un presidente della Camera presiede le sedute della Camera? Poi continua con le 36 conferenze dei capigruppo, i 16 uffici di presidenza e attenzione otto, ben otto giunte per il regolamento. Numeri impressionanti.

La presidente della Camera farebbe bene a far tornare protagonista il Parlamento in questo paese commissariato. Il Parlamento è sempre più ridotto ad una macchina inutile che dice soltanto sì o no a provvedimenti del Governo. Il potere legislativo deve tornare nelle mani del Parlamento, fin quando la Camera non tornerà alla sua vera funzione, cara presidente, il suo lavoro sarà completamente inutile.

One thought on “I tweet di Laura

  1. La presidente Boldrini dovrebbe somigliare alla indimenticabile Presidente Nilde Iotti: di cui riporto alcune parole dette da luisa Lama:
    Nilde Iotti credeva nella centralità del Parlamento: nelle istituzioni rappresentative come luogo di compresenza di ideali, culture, interessi e passioni, sede di un dibattito anche acceso ma sempre ricondotto alla civiltà del confronto e al rispetto delle regole e delle procedure.
    Sapeva al tempo stesso che proprio per svolgere al meglio la funzione che la Costituzione assegnava loro, le istituzioni avevano bisogno di essere rinnovate. E si impegnò in prima persona in uno dei primi tentativi di riforma della seconda parte della Costituzione. Così vorrei che la ricordassimo oggi : una dirigente politica che ha dato una spinta decisiva alla battaglia per l’emancipazione delle donne, una delle figure più prestigiose dell’Italia repubblicana.
    Ma, penso, che stia sempre di più assomigliando alla presidente leghista Irene Piveti che attualmente è ospite fissa di Domenica in

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